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Utilizzo delle deformazioni dinamiche o statiche dei veicoli: quale influenza nella determinazione delle velocità all'urto?

Utilizzo delle deformazioni dinamiche o statiche dei veicoli: quale influenza nella determinazione delle velocità all'urto?
Quale livello di incertezza comporta l'utilizzo dei profili di deformazione statici anzichè dinamici, o viceversa, nella stima delle velocità dei veicoli all'urto? Un articolo scientifico presentato alla 28° conferenza annuale di EVU Europa (edizione 2019) a firma di Brad Heinrichs e Ross Hunter ha mostrato come, considerando il caso di urti tra due veicoli di cui uno inizialmente fermo ed uno in moto (denominato "proiettile"), l'errore di misura atteso per la stima della velocità all'urto del veicolo proiettile, nel caso di entità delle deformazioni dinamiche entro il 20% di quelle statiche, risulta essere nell'ordine di ±3,8 km/h​ nel 95% dei casi.

I profili di deformazione residui o statici dei veicoli danneggiati a seguito di un'impatto vengono abitualmente utilizzati per ricostruire una collisione, solitamente mediante l'impiego di modelli di collisione impulsivi, i quali riproducono uno scambio dell'impulso di collisione al momento del raggiungimento delle deformazioni massime dei mezzi. 

Nel presente progetto di ricerca è stato valutato l'effetto dell'utilizzo delle deformazioni residue rispetto quelle dinamiche sulla determinazione delle velocità di impatto, attraverso l'impiego di una procedura di ottimizzazione Monte Carlo, implementata nel software PC-Crash. In particolare, sono state riprodotte delle collisioni casuali tra due veicoli, dei quali uno inizialmente fermo ed uno in movimento (denominato "proiettile"), analizzandone la dinamica a partire dalla configurazione di massima deformazione dei mezzi fino alla quiete. Le profondità di penetrazione massime del veicolo sono state successivamente regolate per simulare il livello di deformazione statica corrispondente e le velocità di impatto sono state ricalcolate, al fine di ridurre al minimo gli errori tra le posizioni di quiete delle simulazioni basate sulle deformazioni statiche e quelle basate sulle deformazioni dinamiche. 

Da tale ricerca è emerso che, quando gli errori di ottimizzazione erano inferiori al 5% e l'entità delle deformazioni dinamiche era entro il 20% di quelle statiche, il 95% delle simulazioni basate sull'utilizzo delle deformazioni statiche hanno portato a velocità di impatto del veicolo proiettile entro ±3,8 km/h rispetto a quelle ottenute dall'impiego delle deformazioni dinamiche.


Di seguito è riportato il link del sito della 28° conferenza annuale di EVU-Europa (2019).

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