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Corte Costituzionale: dubbi sulle sanzioni per guida in stato di ebrezza in asenza di danni e feriti

Corte Costituzionale: dubbi sulle sanzioni per guida in stato di ebrezza in asenza di danni e feriti
In relazione al caso di un guidatore a cui è stata sospesa la patente per guida in stato di ebrezza, nonostante l'assenza di danni e feriti, la Corte d'appello di Milano ha sollevato dubbi circa la costituzionalità di tale provvedimento, trasmettendo dunque gli atti alla Consulta.
Il caso
La vicenda vede protagonista un conducente che ha perso il controllo della sua auto e ha colpito una barriera stradale, senza tuttavia cagionare danni a nessuno (nemmeno a sé stesso). Successivamente gli accertatori, tramite l'alcoltest hanno rilevato un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. Pertanto, lo stesso conducente è stato condannato a 8 mesi di arresto e 7.200 euro di ammenda dal tribunale di Milano. Nonostante il giudice abbia sospeso la pena considerando che non c'erano feriti e che l'imputato non aveva precedenti penali, la revoca automatica della patente è comunque entrata in vigore come sanzione amministrativa accessoria alla condanna.

Il ricorso
Gli avvocati dell'automobilista però hanno presentato un appello e hanno chiesto ai giudici di sollevare la questione di illegittimità costituzionale dell'articolo 186, comma 2 bis del Codice della Strada (il quale prevede l'automatismo nella revoca della patente, impedendo al magistrato di comminare una sanzione proporzionata alle circostanze specifiche del caso). Secondo la difesa, ciò viola il principio di proporzionalità della pena, nonché i principi di uguaglianza e ragionevolezza.

L'attesa per la decisione della Corte Costituzionale
La Corte d'appello di Milano condivide la posizione della difesa e, nell'ordinanza con cui ha trasmesso gli atti alla Consulta, definisce "ingiustificato" punire automaticamente il conducente in stato di ebbrezza senza lesioni o danni. La decisione della Corte costituzionale su questa questione sarà di fondamentale importanza per stabilire se la norma attuale è conforme ai principi costituzionali di proporzionalità, uguaglianza e ragionevolezza.


Di seguito il link dell'articolo completo, tratto dal sito di Asaps.

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